Correre d’estate? Un ecotrail in Sicilia

Etna 1

 

di Alessandro Avalli

Da Custonaci al monte Cofano e lungo il Tirreno, a febbraio. Sui fianchi ripidi lungo i 600 metri del monte Pellegrino, a marzo, quando a Palermo è già primavera inoltrata. Nella Sicilia ellenica della Valle dei Templi, ad aprile. Attraverso i borghi di Petralia Soprana o Piana degli Albanesi, a maggio.  

È il mondo degli Ecotrail in Sicilia, circuito di 18 trail running attraverso parchi, cittadine storiche, riserve naturali, paesi distanti anni luce dalle solite destinazioni turistiche, che da febbraio a dicembre consentono di scoprire in modo decisamente diverso dall’usuale le tante anime dell’isola.

Competizioni che, a seconda del chilometraggio, delle pendenze, dei panorami, diventano escursioni guidate, camminate concordate, bellezze da ammirare. A organizzarla è ASD Sportaction, con la collaborazione di ACSI e il patrocinio dell’Azienda Foreste Demaniali. L’edizione in corso è la numero nove, si allunga per un totale di 530km, impressiona con 25.058 metri di dislivello, punta a superare i 3.113 partecipanti dell’anno scorso.

Le geografie degli ecotrail sono la storia della Sicilia: il trail della Ficuzza è lungo 23 chilometri che si snodano nei 7 mila ettari dell’omonima riserva orientata, che arriva fino ai boschi sotto Rocca Busambra e comprende la riserva di caccia di Ferdinando I delle Due Sicilie. Per lui, si costruì qui nel 1802 la Real Casina di Caccia, edificio neoclassico siciliano: fuori la facciata austera, le sculture del dio Pan, della dea Diana, il grande orologio murale. Dentro: saloni, stanze, scalinate, marmi, decorazioni; e le cantine, per conservare la cacciagione e gli insaccati. Intorno: case, lavori, faccende, la quotidianità della gente comune diventa l’abitato di Ficuzza. Nella Real Casina oggi c’è il Museo Multimediale del Bosco di Ficuzza, che documenta la straordinaria biodiversità del verde e racconta la permanenza di Ferdinando di Borbone in questi luoghi straordinari. La corsa proprio da qui parte e arriva, si svolge ogni mese di dicembre.

Ficuzza

La realtà degli ecotrail siciliani è un viaggio nella fantasia: quello dei monti Sicani, a ottobre, comincia e finisce da Palazzo Adriano, che non è un palazzo, ma un comune che sorge alle falde del monte delle Rose, tra Palermo e Agrigento. Arrivando nella piazza principale del paese (Piazza Umberto I) potreste avvertire un sentimento di deja vu: in realtà non ci siete stati in una vita precedente, ma starete ricordando la piazza di Giancaldo, il paese di “Nuovo Cinema Paradiso”, il film con cui Giuseppe Tornatore vinse l’Oscar nel 1990. Il film ha portato la piazza in tutto il mondo e per ricordare le riprese c’è “Galleria foto: Nuovo Cinema Paradiso”, oltre 100 scatti davanti e dietro la macchina da presa e parte del Museo Comunale.

Monti Sicani

Il paese fu abbandonato e poi ripopolato nel XV secolo dagli arbëreshë, militari albanesi in fuga dall’invasione turca che qui portano la loro lingua, storia, usanze. Nel XIX secolo, il ritorno in città della popolazione limitrofa mette di fronte le diversità delle due origini. Un confronto che rimane (anche) nella stessa piazza di Palazzo Adriano: da una parte la chiesa di Maria Santissima assunta, del XVI secolo e di rito Bizantino. Di fronte la Chiesa di Maria Santissima del Lume, del XVIII secolo, di rito Latino.

Una tappa degli ecotrail si compone di tre corse: L’Egadi Running Cruise (il prossimo 18 settembre), che comincia con una 2.5 chilometri di Vertical, dal centro abitato di Favignana alla rocca abbandonata del monte Santa Caterina, gli 8 km sull’isola di Levanzo, grande in tutto 5 kmq, per poi finire con un trail di 17 km sull’isola di Marettimo, con partenza e arrivo nell’omonimo centro abitato e avventura su quelle che vengono chiamate le “Dolomiti del Mediterraneo”, a picco sul mare.

Egadi

Negli ecotrail siciliani il mare e la montagna si specchiano spesso l’uno nell’altra: a luglio il Pantelleria Trail comincia dalla costa di Punta Spadillo e sale ai quasi 700 metri di Cuddia di Mida, all’andata, e agli oltre 800 della Montagna Grande, al ritorno. Sono 50 chilometri che si arrampicano in montagna, si nascondono tra gli alberi, prendono il vento, vedono il mare e guardano oltre: fino alla Sicilia a nord-est e la Tunisia a sud-ovest.

Ma la terra degli ecotrail è anche lunare: da correre o camminare sull’Etna, a fine giugno. 50, 30, 20 chilometri a salire e scendere. Arrivare al cratere e girare attorno. Su una superficie difficile, irreale, fantastica.

Etna 2

Il giorno degli ecotrail è la notte, e si chiama Trail della Luna: lo si disputa alla fine di agosto ed è una corsa che si ripete alla luce del giorno e alla luce delle lampade frontali (e della luna, appunto): appuntamento a Caltavuturo, sull’appendice est del parco delle Madonie, i prossimi 27 e 28 di agosto.

A voi scegliere tra vulcani, templi greci, dolomiti a picco sul mare, borghi sperduti in cui si parla un misto di greco, siciliano e albanese, palazzi neoclassici che sorgono all’improvviso dal nulla, set cinematografici da Oscar, piccoli canyon, grandi scalate. Come diceva Sciascia se l’Italia è un paese, la Sicilia, alla fine, è un continente.

Ecotrail della Luna