Il Passatore? Un equilibrio sopra la follia

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Quante cose devi avere in comune con la persona di cui ti innamori? Almeno tre.

Massimiliano e Veronica probabilmente ne hanno molte di più, ma quando si sono conosciuti hanno scoperto subito quali erano queste tre: il calcio, Vasco e la corsa.

Questa storia inizia a Firenze il 25 maggio del 2013. È un sabato, piove, è alle tre del pomeriggio in via dei Calzaiuoli circa 1700 runner attendono infreddoliti la partenza della quarantunesima edizione della 100 km del Passatore.

Del Passatore abbiamo già parlato QUI e QUI, ma per chi non lo sapesse si tratta della più famosa e partecipata ultramaratona italiana. La corsa parte appunto da Firenze e si snoda lungo la Statale 302 detta Fiorentina o Faentina, perché collega appunto il capoluogo Toscano con Faenza. Il percorso tocca decine di paesi e paesini, sale verso l’Appennino fino al mitico Passo della Colla (913 metri slm) per poi scendere verso quella che, poco a poco, diventa la provincia di Ravenna.

Quest’anno la 44a edizione, che avrà luogo domani, ha fatto registrare il record assoluto di iscritti, oltre 2700, di cui 360 donne.

Nel 2013 i runner al via furono parecchi di meno ma tra questi c’erano Massimiliano e Veronica.

Massimiliano fa l’imbianchino, vive in una frazione di Fiesole, Ellera, che dista 12 km da Firenze e ha ormai a correre da parecchi anni seguendo l’esempio di suo padre. Correre, infatti, dalle sue parti è quasi un’istituzione e per tanti runner il sogno è uno solo: poter affrontare un giorno il mitico Passatore. Anche Massimiliano si prepara a poter correre la Cento (come viene chiamata confidenzialmente da queste parti) assieme al papà, al quale è legatissimo. Il babbo però nel 2010 muore all’improvviso. Massimiliano decide di realizzar comunque il suo sogno, ed è l’inizio del suo legame con questa corsa così sentita, che anche per lui, come per molti altri, diventa l’appuntamento fisso attorno cui ruota la preparazione di un anno intero.

Quel pomeriggio di fine maggio del 2013 è quindi alla partenza del suo terzo Passatore. Una edizione che è passata alla storia della Cento per le condizioni meteo che l’hanno trasformata in una sorta di impresa d’altri tempi: pioggia, freddo, nevischio e una temperatura che al Passo della Colla, tra le 22.00 e mezzanotte, arriva quasi allo zero. Degli oltre 2000 iscritti ne arriveranno al traguardo poco più di 1400.

A Firenze, alle tre del pomeriggio di sabato piove a dirotto e ci sono 8 gradi. Massimiliano è con un amico e vede questa ragazza, in compagnia a sua volta di un’amica, con uno zainetto sulle spalle e indosso un sacco della spazzatura (il classico impermeabile di fortuna, familiare a tutti i runner che sono partiti almeno una volta sotto la pioggia).

“Ma dove credi di andare con quello?” Le dice lui scherzando. Nasce così, tra una chiacchiera e l’altra una conversazione che dura 50 km. Se le persone normali si conoscono a una cena da amici, all’ora degli aperitivi davanti a un bar, in discoteca, i runner fanno amicizia correndo.

In realtà nel suo zainetto Veronica oltre alle sue barrette, si porta anche qualche ferita profonda.

Nel 2007 avevo iniziato a lavorare, racconta, e durante la pausa pranzo andavo in palestra e ci rimanevo tre ore. Poi tornavo in ufficio. Così ho iniziato a dimagrire. Anzi a scomparire”.

Infatti, mentre inizia a fare anche l’istruttrice di spinning, Veronica entra in un tunnel fatto di depressione e disturbi alimentari, in particolare anoressia. L’allenamento fisico diventa una sorta di ossessione, il cibo un nemico. In quel periodo inizia a correre con regolarità, ma per lei l’attività fisica ha il solo scopo di bruciare calorie. L’effetto è quello che a bruciare è anche il resto. A un certo punto arriva a pesare 40 kg. Una ragazza di 20 anni alta un metro e 65.

Veronica però, anche con l’aiuto dei medici e della sua famiglia, riesce a reagire e la corsa cessa di essere quella specie di punizione cui sottoporsi per diventa una disciplina attraverso cui allenare la forza di volontà. Fino a quando un sabato pomeriggio, passando per il centro della sua città, assiste alla partenza del Passatore e decide di iscriversi per l’edizione dell’anno successivo.

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-Ah te sei di Firenze.

-Sì, e tu?

-Io sono di Ellera.

-Ellera? Mai sentito nominare. E dov’è?

Intanto la corsa è partita e il gruppetto si è già lasciato alle spalle i primi 10 km.

Poco dopo, quando per proteggersi dalla pioggia che ha ripreso a cadere Veronica tira fuori il cappellino dei Viola, viene fuori che è una tifosa sfegatata della Fiorentina, di quelle dure e pure, che vanno in curva tutte le domeniche. Massimiliano invece, tira fuori il cappellino della… Lazio.

È così da quando ero bambino. Credo mi avesse colpito la vicenda di Re Cecconi (il calciatore che nel ‘77 fu ucciso da un gioielliere mentre fingeva per scherzo di essere un rapinatore –ndr) insomma, è così e io ancora oggi tifo per la Lazio”.

Aveva ragione quello che diceva che nella vita puoi cambiare tutto, ideologia e partito politico e religione, puoi cambiare moglie e città, ma una cosa ti porterai dietro tale e quale per tutta la vita: la squadra del cuore che scegli da bambino. Una considerazione che il web attribuisce di volta in volta a Manuel Vasquez Montalbàn, Edoardo Galeano, Javier Mariàs, Albert Camus e, addirittura, Luciano de Crescenzo.  Mancano solo Oscar Wilde e Vasco.

Già perché poi c’è Vasco. Massimiliano e Veronica sono infatti entrambi, da sempre, grandi fan di Vasco.

Beh io da molto prima, dice Massimiliano, forte del suo essere qualche anno più grande di lei. Mi ricordo il suo primo concerto a Firenze, al Teatro Tenda, nell’83, che potevamo essere 60 o 70 persone”.

I km diventano 40, poi 50. Arrivato sulla Colla, a una temperatura di poco sopra lo zero, il gruppetto si divide. Veronica e la sua amica si fermano, hanno raggiunto l’obiettivo di superare per la prima volta la distanza della maratona, mentre Massimiliano e gli altri proseguono fra le intemperie, cambiandosi continuamente i vestiti bagnati, fino ad arrivare a Faenza.

Dopo quel Passatore, racconta Veronica, ci siamo sentiti qualche volta e poi rivisti alle corse. Stranamente però lo incrociavo ogni tanto che si allenava nel parco sotto casa mia”.

In realtà Massimiliano aveva adottato la tecnica che tutti i runner del mondo scelgono per rivedere l’esemplare dell’altro sesso cui sono interessati. Correrci attorno o invitarla a correre assieme. Massimiliano aggiungeva anche l’invito a vedere assieme il tale dvd del concerto di Vasco, vantando le qualità del suo televisore panoramico 50 pollici Full HD. E quindi quella primavera quasi tutte le sere, finito di lavorare si cambia, indossa pantaloncini e maglietta e va a correre nel parco vicino casa di Veronica facendo sempre lo stesso giro di 4 km. Lui sa che la ragazza è impegnata, ma sa anche che si tratta di una storia ormai agli sgoccioli.

I due si rivedono poi alla Maratona del Mugello a settembre e poi due mesi dopo a quella di Firenze.

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Insomma, non si sa quanta complicità abbia avuto il famigerato dvd di Vasco, i due sono destinati a stare assieme e alla fine di maggio, un anno dopo quel giorno di pioggia del 2013, sono nuovamente alla partenza del Passatore, questa volta da innamorati e questa volta con l’obiettivo di arrivare a Faenza insieme.

Prima della partenza la osservavo, dice Massimiliano, e avevo un po’ paura perché non la vedevo molto allenata. Poi però la riguardavo e capivo che con la testa c’era. E in una corsa come questa esserci con la testa è tutto”.

Il Passatore è un viaggio che ti cambia, racconta Veronica. La gente sveglia alle tre di notte che ti offre da mangiare. Le piazzette dei paesini. E poi il silenzio, e il cielo stellato. Una serie di emozioni indescrivibili. Ma anche il dolore che a un certo punto senti davvero dappertutto. La necessità di rimanere concentrati. L’idea che se riesci a fare una cosa del genere, correre per 100 km di fila, sai di poter affrontare qualunque difficoltà. E poi dopo che arrivi, che ti sembra di camminare sopra le nuvole, fermarsi ad aspettare quelli che arrivano dopo di te”.

Ci abbiamo messo 14 ore e 17 minuti, racconta Massimiliano, arrivando verso le 4.15 del mattino. Due mesi dopo le ho chiesto di sposarmi”.

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A Massimiliano alla fine chiedo qual è quella che considerano la loro canzone di Vasco. Lui mi dice che è “Stammi vicino” e che sull’anello di nozze faranno incidere il verso che recita “Stammi vicino e ogni cosa vedrai col tempo tutto arriverà”. Poi accanto, se rimarrà spazio, ci metteranno anche il simbolo del Passatore.

Domani fra gli oltre 2700 runner alla partenza di via dei Calzaiuoli ci saranno anche loro. Se vi capiterà di vederli fategli gli auguri perché il prossimo 16 luglio per loro sarà il grande giorno. Bisogna dire che Massimiliano ha accettato a denti stretti la richiesta di Veronica di dipingere metà delle pareti di casa di viola. Insieme poi hanno scritto su una parete della camera da letto una frase che potrebbe anche riferirsi benissimo al Passatore, alle storie d’amore e alle vite complicate: è tutto un equilibrio sopra la follia. Una frase che potrebbe essere la giusta conclusione di questa storia.